Bicerin
Torino, agosto 1852. In una lettera a un amico, Alexander Dumas confida che tra le cose che non potrà mai dimenticare del suo soggiorno nel capoluogo piemontese vi è il Bicerin.
La bevanda a base di cioccolata, latte e caffè – che l’autore dei Tre moschettieri non esita a definire «eccellente» - si diffonde a Torino a partire dal 1840, servita in un bicerin (in italiano bicchiere), da cui il nome della specialità.
In realtà, il Bicerin è figlio della bavareisa, la bevanda già gustata nel XVII secolo. Mentre in quest’ultima latte, caffè e cioccolata sono mescolati tra di loro e dolcificati con sciroppo, nel Bicerin i tre ingredienti rimangono a strati separati e molto caldi.
Nell’Ottocento il Bicerin diventa a Torino un piacevole rito mattutino da consumarsi al Caffè. Si può ordinare in tre varianti: «pur e fiôr», «pur e barba», «un pô ‘d tut». Nel primo caso sarà servito un bicerin a base di caffè e latte, nel secondo caffè e cioccolata, nell’ultimo tutti e tre gli ingredienti.
Il piacere del Bicerin ha attraversato i secoli e oggi rappresenta uno dei fiori all’occhiello della cioccolateria torinese. Dove gustarlo? Nei Caffè Storici torinesi, in particolare da Al Bicerin, il locale in piazza della Consolata, uno dei più gelosi custodi della tradizione di questa specialità.
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